“Fabio Cavallari”

Maricia Roccaro presidente dell’associazione Humanity Onlus ci racconta l’incontro con l’autore del libro “Mutazioni” Fabio Cavallari <<conoscendolo seppur da poco tempo, un giorno lo contattai chiedendogli: La vuoi scrivere la mia storia?» Senza molti preamboli, giri di parole, contestualizzazioni, una domanda diretta, alla quale rispose d’istinto: sì, accetto la sfida!!!
Fabio nel preludio scrive: << Ho scritto Mutazioni quasi in presa diretta con la sua narrazione. Ho prestato la mia scrittura alla sua voce, mi sono lasciato incarnare dalle sue parole. È nato un libro scritto in prima persona. Scrivere implica sempre un coinvolgimento personale, un’immersione nelle pieghe nascoste del proprio vissuto. È un fenomeno di straordinaria bellezza, una condizione di grazia che ha sempre volti e nomi cui rendere conto. Non si scrive per sé, ma per ridisegnare il contorno del passato, per raccogliere i frammenti sfuggiti che compongono il mosaico del futuro. Si scelgono parole, avverbi, aggettivi, nello stesso modo in cui un calzolaio sceglie le pelli, il cuoio e la tomaia per confezionare un paio di scarpe.
È un lavoro artigiano, la meticolosa ricerca dell’incastro perfetto, della combinazione armonica tra passione e razionalità. Ci sono sfide nella scrittura che inducono a confondere intelletto e corpo, esperienze personali e dimensioni collettive. La scrittura non è altro che un tentativo, talvolta goffo e a volte approssimativo, di  dare consistenza e incarnazione a un valore simbolico, a una parabola, attraverso la parola>>.
Fabio Cavallari, giornalista e scrittore,  collabora con giornali, settimanali e con strutture pubbliche e private nel campo della comunicazione. È autore dei volumi Fuori dalla metafora del volo (Laterza) e, con suor Maria Gloria Riva, Volti e stupore. Uomini feriti dalla bellezza e Mendicanti di bellezza. Un non credente e una monaca a confronto sulla vita, entrambi editi dalle Edizioni San Paolo. Nel 2010 ha pubblicato presso Guerini e Associati La forza del cambiamento (scritto con Raffaele Cattaneo).
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