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25 Novembre: Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne.

La Violenza sulle donne rimane una piaga della nostra società, in alcune circostanze favorita anche dall’emergenza coronavirus che ha costretto molte donne a restare tra le mura domestiche con il proprio “aguzzino”. Nei primi 10 mesi del 2020 i femminicidi sono stati 91. Gli abusi nei contesti intra-familiari sono raddoppiati rispetto al 2019 come dimostrano le chiamate arrivate al numero antiviolenza 1522 che raccoglie le denunce di abusi e stalking. La violenza sulle donne è una realtà a livello internazionale, distrugge ciò che vuole difendere: la dignità, la libertà, e la vita delle persone. La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne nasce con lo scopo di sensibilizzare e creare consapevolezza intorno a questo contesto. Nel mondo, c’è ancora una donna su tre che ha subito almeno una volta un episodio di violenza, fisica, psicologica o sessuale, nella propria vita. Istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. La data fu scelta da un gruppo di attiviste che si erano riunite a Bogotà nel 1981 per l’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, in ricordo delle tre sorelle Mirabal, brutalmente assassinate il 25 novembre 1960 e considerate coraggiose rivoluzionarie e paladine della libertà. Quel giorno le tre donne si recarono a far visita ai loro mariti in carcere quando furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare che le portarono in un luogo nascosto. Qui furono torturate, stuprate, massacrate a colpi di bastone e strangolate a bordo della loro auto. L’unica sopravvissuta fu la quarta delle sorelle Mirabal, Belgica Adele, che dedicò la sua vita a onorare il ricordo delle tre sorelle, successivamente scrisse  un libro di memorie: Vivas in su jardin. Le sorelle Mirabal sono conosciute anche con il nome “Mariposas”, poiché simili a delle farfalle in cerca di libertà. 

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