L’emergenza Covid a Catania

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Una comunicazione ravvicinata, organizzata e risolutiva tra i Comuni e l’Azienda sanitaria provinciale: è questo il risultato dell’accordo di collaborazione operativa proposto dalla Rete Civica della Salute (RCS) all’Asp di Catania e fatto proprio dall’Azienda sanitaria. Di fronte alle criticità che si moltiplicano a causa dell’emergenza COVID, che determina situazioni di attese prolungate, mancanza di risposte e un sovraccarico, quando non addirittura veri e propri “cortocircuiti”, nelle comunicazioni tra amministrazioni locali e cittadini da un lato e servizi sanitari dall’altro, nell’area metropolitana etnea i volontari della RCS mettono a disposizione il proprio impegno e il proprio tempo per svolgere appieno la propria funzione di facilitatori. Lo schema di collaborazione è stato affinato e approvato nell’incontro al quale hanno partecipato il Direttore sanitario dell’Asp Antonino Rapisarda, il presidente del Consiglio Consultivo dell’Asp Angelo Murgo e il coordinatore regionale della RCS Pieremilio Vasta, accompagnato da Maricia Roccaro, referente provinciale della RCS e medico dell’Asp, e da Salvatore Gullotta, Riferimento civico e medico di base. Sotto il profilo pratico, in ognuno dei nove distretti sanitari che fanno capo all’Asp etnea viene attivata una “linea diretta” attraverso cui i Riferimenti civici, accreditati nei Comuni dell’area metropolitana, possono porre direttamente all’attenzione degli incaricati del distretto le segnalazioni e richieste raccolte e indicate dal territorio, agevolando di fatto la comunicazione tra l’istituzione sanitaria e i sindaci, che in questa emergenza sono tra le figure quotidianamente in prima linea. Grazie a questa “linea diretta”, che prevede un appuntamento quotidiano fisso in tutti i distretti, Asp e RCS auspicano di diminuire sensibilmente il disagio e le difficoltà vissute dai cittadini e, allo stesso tempo, di ridurre le pressioni e tensioni a cui sono sottoposti i servizi sanitari per un verso e gli enti locali per altro verso. “Si individua così una soluzione ad alcuni dei problemi che la pandemia in corso causa o aggrava”, dichiara il Direttore sanitario dell’Asp Antonino Rapisarda. “Siamo consapevoli che la condivisione di linee di servizio con un insieme di cittadini particolarmente attenti, sensibili e impegnati può fare la differenza in termini concreti e significativi”. “A coprire il territorio saranno fin da subito i primi 35 Riferimenti civici già accreditati nei diversi Comuni dell’area catanese. Allo stesso tempo siamo impegnati a completare le procedure di accreditamento dei Riferimenti civici nei restanti Comuni”, spiega Pieremilio Vasta, coordinatore della Rete Civica della Salute della Sicilia e presidente del Comitato Consultivo del Policlinico di Catania. “Quello che oggi è stato varato è infatti un vero e proprio modello di protagonismo civico che conferma l’importanza dei Riferimenti civici, i quali diventano allo stesso tempo le ‘orecchie’ dell’Asp sul territorio, sostegno dei sindaci in un settore delicato e importantissimo e operatori sociali al fianco dei singoli cittadini”. “Questa collaborazione può sicuramente apportare miglioramenti ad un sistema che in questo momento è veramente in crisi”, aggiunge Salvatore Gullotta, medico di base e Riferimento civico. “Il punto di vista dell’organizzazione sanitaria e il punto di vista di chi opera sul territorio non sempre convergono. In questo momento ci sono cittadini chiusi in casa, che non vengono sottoposti a tampone oppure, non ricevono gli esiti dell’esame già fatto e, quindi, nemmeno le liberatorie, e rimangono senza informazioni, in quarantena. Bisogna intervenire in modo non generalizzato ma specifico, in particolare sui casi più gravi per i quali noi medici di base, in una sorta di sistema fai-da-te, riusciamo a fare intervenire il 118. Ma è decisamente fondamentale che si operi ‘a sistema’ in modo non generalizzato, con una corsia preferenziale, anche in termini di informazioni, per le situazioni più gravi. E proprio in questo senso l’accordo trovato risulta utile, quando non indispensabile”. “Si tratta, per i protagonisti civici della Rete, di un impegno enorme”, commenta Maricia Roccaro, referente provinciale della RCS e medico dell’Asp. “Un impegno però che sento di poter definire senza esitazione come particolarmente gratificante. Si fornisce un servizio irrinunciabile alla comunità. Si tratta – ed è questo il nucleo fondante della mia partecipazione – di dare un supporto volontario che si aggiunge al dovere professionale, lo integra e lo perfeziona”. “A Catania viene sperimentata questa forma di sussidiarità – conclude Pierfrancesco Rizza, presidente della Conferenza dei Comitati Consultivi delle Aziende sanitarie e ospedaliere siciliane – che auspichiamo possa replicarsi anche negli altri territori siciliani, visto che ovunque l’emergenza COVID sta determinando situazioni e impegni nuovi per i quali è necessario strutturare nuove formule di comunicazione efficace”.

Fonte: www.cataniatoday.it

 

Emergenza Ospedale Cannizzaro Catania

Presso l’ Azienda Ospedaliera per l’Emergenza Cannizzaro Catania le prenotazioni di prestazioni sanitarie non possono essere richieste allo sportello ma obbligatoriamente telefonicamente – numero verde da rete fissa ☎️ 800837621 o ☎️ 095.7262107 (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13) – o via email all’indirizzo: ufficioticket@aoec.it, allegando l’impegnativa e inserendo un recapito telefonico.

Giornata Mondiale dei Poveri 2020

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IV GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

Domenica XXXIII del Tempo Ordinario
15 novembre 2020
“Tendi la tua mano al povero” (cfr Sir 7,32)

“Tendi la tua mano al povero” (cfr Sir 7,32). La sapienza antica ha posto queste parole come un codice sacro da seguire nella vita. Esse risuonano oggi con tutta la loro carica di significato per aiutare anche noi a concentrare lo sguardo sull’essenziale e superare le barriere dell’indifferenza. La povertà assume sempre volti diversi, che richiedono attenzione ad ogni condizione particolare: in ognuna di queste possiamo incontrare il Signore Gesù, che ha rivelato di essere presente nei suoi fratelli più deboli (cfr Mt 25,40).

1. Prendiamo tra le mani il Siracide, uno dei libri dell’Antico Testamento. Qui troviamo le parole di un maestro di saggezza vissuto circa duecento anni prima di Cristo. Egli andava in cerca della sapienza che rende gli uomini migliori e capaci di scrutare a fondo le vicende della vita. Lo faceva in un momento di dura prova per il popolo d’Israele, un tempo di dolore, lutto e miseria a causa del dominio di potenze straniere. Essendo un uomo di grande fede, radicato nelle tradizioni dei padri, il suo primo pensiero fu di rivolgersi a Dio per chiedere a Lui il dono della sapienza. E il Signore non gli fece mancare il suo aiuto.

Fin dalle prime pagine del libro, il Siracide espone i suoi consigli su molte concrete situazioni di vita, e la povertà è una di queste. Egli insiste sul fatto che nel disagio bisogna avere fiducia in Dio: «Non ti smarrire nel tempo della prova. Stai unito a lui senza separartene, perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni. Accetta quanto ti capita e sii paziente nelle vicende dolorose, perché l’oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Nelle malattie e nella povertà confida in lui. Affidati a lui ed egli ti aiuterà, raddrizza le tue vie e spera in lui. Voi che temete il Signore, aspettate la sua misericordia e non deviate, per non cadere» (2,2-7).

2. Pagina dopo pagina, scopriamo un prezioso compendio di suggerimenti sul modo di agire alla luce di un’intima relazione con Dio, creatore e amante del creato, giusto e provvidente verso tutti i suoi figli. Il costante riferimento a Dio, tuttavia, non distoglie dal guardare all’uomo concreto, al contrario, le due cose sono strettamente connesse.

Lo dimostra chiaramente il brano da cui è tratto il titolo di questo Messaggio (cfr 7,29-36). La preghiera a Dio e la solidarietà con i poveri e i sofferenti sono inseparabili. Per celebrare un culto che sia gradito al Signore, è necessario riconoscere che ogni persona, anche quella più indigente e disprezzata, porta impressa in sé l’immagine di Dio. Da tale attenzione deriva il dono della benedizione divina, attirata dalla generosità praticata nei confronti del povero. Pertanto, il tempo da dedicare alla preghiera non può mai diventare un alibi per trascurare il prossimo in difficoltà. È vero il contrario: la benedizione del Signore scende su di noi e la preghiera raggiunge il suo scopo quando esse sono accompagnate dal servizio ai poveri.

3. Quanto è attuale questo antico insegnamento anche per noi! Infatti la Parola di Dio oltrepassa lo spazio, il tempo, le religioni e le culture. La generosità che sostiene il debole, consola l’afflitto, lenisce le sofferenze, restituisce dignità a chi ne è privato, è condizione di una vita pienamente umana. La scelta di dedicare attenzione ai poveri, ai loro tanti e diversi bisogni, non può essere condizionata dal tempo a disposizione o da interessi privati, né da progetti pastorali o sociali disincarnati. Non si può soffocare la forza della grazia di Dio per la tendenza narcisistica di mettere sempre sé stessi al primo posto.

Tenere lo sguardo rivolto al povero è difficile, ma quanto mai necessario per imprimere alla nostra vita personale e sociale la giusta direzione. Non si tratta di spendere tante parole, ma piuttosto di impegnare concretamente la vita, mossi dalla carità divina. Ogni anno, con la Giornata Mondiale dei Poveri, ritorno su questa realtà fondamentale per la vita della Chiesa, perché i poveri sono e saranno sempre con noi (cfr Gv 12,8) per aiutarci ad accogliere la compagnia di Cristo nell’esistenza quotidiana.

4. Sempre l’incontro con una persona in condizione di povertà ci provoca e ci interroga. Come possiamo contribuire ad eliminare o almeno alleviare la sua emarginazione e la sua sofferenza? Come possiamo aiutarla nella sua povertà spirituale? La comunità cristiana è chiamata a coinvolgersi in questa esperienza di condivisione, nella consapevolezza che non le è lecito delegarla ad altri. E per essere di sostegno ai poveri è fondamentale vivere la povertà evangelica in prima persona. Non possiamo sentirci “a posto” quando un membro della famiglia umana è relegato nelle retrovie e diventa un’ombra. Il grido silenzioso dei tanti poveri deve trovare il popolo di Dio in prima linea, sempre e dovunque, per dare loro voce, per difenderli e solidarizzare con essi davanti a tanta ipocrisia e tante promesse disattese, e per invitarli a partecipare alla vita della comunità.

È vero, la Chiesa non ha soluzioni complessive da proporre, ma offre, con la grazia di Cristo, la sua testimonianza e gesti di condivisione. Essa, inoltre, si sente in dovere di presentare le istanze di quanti non hanno il necessario per vivere. Ricordare a tutti il grande valore del bene comune è per il popolo cristiano un impegno di vita, che si attua nel tentativo di non dimenticare nessuno di coloro la cui umanità è violata nei bisogni fondamentali.

5. Tendere la mano fa scoprire, prima di tutto a chi lo fa, che dentro di noi esiste la capacità di compiere gesti che danno senso alla vita. Quante mani tese si vedono ogni giorno! Purtroppo, accade sempre più spesso che la fretta trascina in un vortice di indifferenza, al punto che non si sa più riconoscere il tanto bene che quotidianamente viene compiuto nel silenzio e con grande generosità. Accade così che, solo quando succedono fatti che sconvolgono il corso della nostra vita, gli occhi diventano capaci di scorgere la bontà dei santi “della porta accanto”, «di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio» (Esort. ap. Gaudete et exsultate, 7), ma di cui nessuno parla. Le cattive notizie abbondano sulle pagine dei giornali, nei siti internet e sugli schermi televisivi, tanto da far pensare che il male regni sovrano. Non è così. Certo, non mancano la cattiveria e la violenza, il sopruso e la corruzione, ma la vita è intessuta di atti di rispetto e di generosità che non solo compensano il male, ma spingono ad andare oltre e ad essere pieni di speranza.

6. Tendere la mano è un segno: un segno che richiama immediatamente alla prossimità, alla solidarietà, all’amore. In questi mesi, nei quali il mondo intero è stato come sopraffatto da un virus che ha portato dolore e morte, sconforto e smarrimento, quante mani tese abbiamo potuto vedere! La mano tesa del medico che si preoccupa di ogni paziente cercando di trovare il rimedio giusto. La mano tesa dell’infermiera e dell’infermiere che, ben oltre i loro orari di lavoro, rimangono ad accudire i malati. La mano tesa di chi lavora nell’amministrazione e procura i mezzi per salvare quante più vite possibile. La mano tesa del farmacista esposto a tante richieste in un rischioso contatto con la gente. La mano tesa del sacerdote che benedice con lo strazio nel cuore. La mano tesa del volontario che soccorre chi vive per strada e quanti, pur avendo un tetto, non hanno da mangiare. La mano tesa di uomini e donne che lavorano per offrire servizi essenziali e sicurezza. E altre mani tese potremmo ancora descrivere fino a comporre una litania di opere di bene. Tutte queste mani hanno sfidato il contagio e la paura pur di dare sostegno e consolazione.

7. Questa pandemia è giunta all’improvviso e ci ha colto impreparati, lasciando un grande senso di disorientamento e impotenza. La mano tesa verso il povero, tuttavia, non è giunta improvvisa. Essa, piuttosto, offre la testimonianza di come ci si prepara a riconoscere il povero per sostenerlo nel tempo della necessità. Non ci si improvvisa strumenti di misericordia. È necessario un allenamento quotidiano, che parte dalla consapevolezza di quanto noi per primi abbiamo bisogno di una mano tesa verso di noi.

Questo momento che stiamo vivendo ha messo in crisi tante certezze. Ci sentiamo più poveri e più deboli perché abbiamo sperimentato il senso del limite e la restrizione della libertà. La perdita del lavoro, degli affetti più cari, come la mancanza delle consuete relazioni interpersonali hanno di colpo spalancato orizzonti che non eravamo più abituati a osservare. Le nostre ricchezze spirituali e materiali sono state messe in discussione e abbiamo scoperto di avere paura. Chiusi nel silenzio delle nostre case, abbiamo riscoperto quanto sia importante la semplicità e il tenere gli occhi fissi sull’essenziale. Abbiamo maturato l’esigenza di una nuova fraternità, capace di aiuto reciproco e di stima vicendevole. Questo è un tempo favorevole per «sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo […]. Già troppo a lungo siamo stati nel degrado morale, prendendoci gioco dell’etica, della bontà, della fede, dell’onestà […]. Tale distruzione di ogni fondamento della vita sociale finisce col metterci l’uno contro l’altro per difendere i propri interessi, provoca il sorgere di nuove forme di violenza e crudeltà e impedisce lo sviluppo di una vera cultura della cura dell’ambiente» (Lett. enc. Laudato si’, 229). Insomma, le gravi crisi economiche, finanziarie e politiche non cesseranno fino a quando permetteremo che rimanga in letargo la responsabilità che ognuno deve sentire verso il prossimo ed ogni persona.

8. “Tendi la mano al povero”, dunque, è un invito alla responsabilità come impegno diretto di chiunque si sente partecipe della stessa sorte. È un incitamento a farsi carico dei pesi dei più deboli, come ricorda San Paolo: «Mediante l’amore siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso. […] Portate i pesi gli uni degli altri» (Gal 5,13-14; 6,2). L’Apostolo insegna che la libertà che ci è stata donata con la morte e risurrezione di Gesù Cristo è per ciascuno di noi una responsabilità per mettersi al servizio degli altri, soprattutto dei più deboli. Non si tratta di un’esortazione facoltativa, ma di una condizione dell’autenticità della fede che professiamo.

Il libro del Siracide ritorna in nostro aiuto: suggerisce azioni concrete per sostenere i più deboli e usa anche alcune immagini suggestive. Dapprima prende in considerazione la debolezza di quanti sono tristi: «Non evitare coloro che piangono» (7,34). Il periodo della pandemia ci ha costretti a un forzato isolamento, impedendoci perfino di poter consolare e stare vicino ad amici e conoscenti afflitti per la perdita dei loro cari. E ancora afferma l’autore sacro: «Non esitare a visitare un malato» (7,35). Abbiamo sperimentato l’impossibilità di stare accanto a chi soffre, e al tempo stesso abbiamo preso coscienza della fragilità della nostra esistenza. Insomma, la Parola di Dio non ci lascia mai tranquilli e continua a stimolarci al bene.

9. “Tendi la mano al povero” fa risaltare, per contrasto, l’atteggiamento di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla povertà, di cui spesso sono anch’essi complici. L’indifferenza e il cinismo sono il loro cibo quotidiano. Che differenza rispetto alle mani generose che abbiamo descritto! Ci sono, infatti, mani tese per sfiorare velocemente la tastiera di un computer e spostare somme di denaro da una parte all’altra del mondo, decretando la ricchezza di ristrette oligarchie e la miseria di moltitudini o il fallimento di intere nazioni. Ci sono mani tese ad accumulare denaro con la vendita di armi che altre mani, anche di bambini, useranno per seminare morte e povertà. Ci sono mani tese che nell’ombra scambiano dosi di morte per arricchirsi e vivere nel lusso e nella sregolatezza effimera. Ci sono mani tese che sottobanco scambiano favori illegali per un guadagno facile e corrotto. E ci sono anche mani tese che nel perbenismo ipocrita stabiliscono leggi che loro stessi non osservano.

In questo panorama, «gli esclusi continuano ad aspettare. Per poter sostenere uno stile di vita che esclude gli altri, o per potersi entusiasmare con questo ideale egoistico, si è sviluppata una globalizzazione dell’indifferenza. Quasi senza accorgercene, diventiamo incapaci di provare compassione dinanzi al grido di dolore degli altri, non piangiamo più davanti al dramma degli altri né ci interessa curarci di loro, come se tutto fosse una responsabilità a noi estranea che non ci compete» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 54). Non potremo essere contenti fino a quando queste mani che seminano morte non saranno trasformate in strumenti di giustizia e di pace per il mondo intero.

10. «In tutte le tue azioni, ricordati della tua fine» (Sir 7,36). È l’espressione con cui il Siracide conclude questa sua riflessione. Il testo si presta a una duplice interpretazione. La prima fa emergere che abbiamo bisogno di tenere sempre presente la fine della nostra esistenza. Ricordarsi il destino comune può essere di aiuto per condurre una vita all’insegna dell’attenzione a chi è più povero e non ha avuto le stesse nostre possibilità. Esiste anche una seconda interpretazione, che evidenzia piuttosto il fine, lo scopo verso cui ognuno tende. È il fine della nostra vita che richiede un progetto da realizzare e un cammino da compiere senza stancarsi. Ebbene, il fine di ogni nostra azione non può essere altro che l’amore. È questo lo scopo verso cui siamo incamminati e nulla ci deve distogliere da esso. Questo amore è condivisione, dedizione e servizio, ma comincia dalla scoperta di essere noi per primi amati e risvegliati all’amore. Questo fine appare nel momento in cui il bambino si incontra con il sorriso della mamma e si sente amato per il fatto stesso di esistere. Anche un sorriso che condividiamo con il povero è sorgente di amore e permette di vivere nella gioia. La mano tesa, allora, possa sempre arricchirsi del sorriso di chi non fa pesare la propria presenza e l’aiuto che offre, ma gioisce solo di vivere lo stile dei discepoli di Cristo.

In questo cammino di incontro quotidiano con i poveri ci accompagna la Madre di Dio, che più di ogni altra è la Madre dei poveri. La Vergine Maria conosce da vicino le difficoltà e le sofferenze di quanti sono emarginati, perché lei stessa si è trovata a dare alla luce il Figlio di Dio in una stalla. Per la minaccia di Erode, con Giuseppe suo sposo e il piccolo Gesù è fuggita in un altro paese, e la condizione di profughi ha segnato per alcuni anni la santa Famiglia. Possa la preghiera alla Madre dei poveri accomunare questi suoi figli prediletti e quanti li servono nel nome di Cristo. E la preghiera trasformi la mano tesa in un abbraccio di condivisione e di fraternità ritrovata.

Roma, San Giovanni in Laterano, 13 giugno 2020, Memoria liturgica di Sant’Antonio di Padova.

Francesco

Fonte: www.vatican.va

Giornata di raccolta del sangue

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Humanity onlus;

Domani Domenica 15 Novembre presso la Frates in via Imbert 18 Ognina (CT) vi aspetta per la raccolta sangue.

Vi ricordiamo i prossimi appuntamenti per il mese di Novembre:
Giovedì 19 dalle 15.00 alle 20.00
Sabato 21 dalle 8.00 alle 12.00
 Sabato 28 dalle 8.00 alle 12.00

Banco Humanity Novembre

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“Ama ciò che hai. Ama ciò che fai. Ama ciò che dai.”

Uno dei regali migliori dell’attività di volontariato in Humanity Onlus è la condivisione. Anche questo mese siamo riusciti a consegnare gli alimenti presso i locali della Frates di Ognina, messi a disposizione per il nostro banco Humanity. Un grazie speciale al presidente Lidia Milli e al responsabile raccolta e rapporto con i donatori Giuseppe Midollo.

Noi volontari non andiamo in quarantena

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Il nostro “Volontariato, la nostra Mission non va in quarantena”.

In tempi di Covid-19, restare a casa è l’unico modo per evitare il contagio ma noi non ci arrendiamo. Sostenere la rete di volontariato che in questi giorni si sta dimostrando una risorsa vitale per i bisogni dei più fragili ci spinge a dare la massima solidarietà alla comunità. Il punto di forza che ci unisce? L’amore per il servizio, il forte desiderio nel prendersi cura dell’altro, ognuno nel suo piccolo, Ci arrivano nuove domande di aiuto nel nostro banco alimentare, ogni giorno siamo alla ricerca di nuovi partner affinché possano  sostenere le nostre famiglie, cerchiamo ogni giorno  di assicurare le esigenze  primarie alle persone bisognose, procurare vestiti, cure mediche per ridare dignità e speranza attraverso la condivisione e la solidarietà.

Come festeggiare Halloween durante il Coronavirus

Come festeggiare Halloween durante il Coronavirus

Videochiamata: organizza una videochiamata con la famiglia allargata o un gruppo di amici. Tieni a portata di mano degli snack a tema Halloween e assicurati di dare a ogni bambino la possibilità di mostrare il proprio costume.

Dolcetto o scherzetto limitato: pianifica in anticipo con alcuni vicini e invita solo i tuoi rispettivi figli ad andare in quelle case.
Limita le interazioni a poche persone di cui ti fidi che hanno preso precauzioni come te.

Sfilata in costume: carica i bambini in macchina il giorno di Halloween e fai un salto da amici o familiari per mostrare i costumi dal portico o dal marciapiede. Se lo desideri, porta piccoli sacchetti di dolcetti da consegnare a cugini e amici.

Caccia al tesoro: fai un elenco delle comuni decorazioni di Halloween – una zucca, una strega, una ragnatela, ecc.
– e esci con i tuoi bambini per fare una caccia al tesoro nel quartiere.

Serata cinema: se la tua zona di comfort è proprio dentro casa, resta con la tua famiglia e guarda un film o uno spettacolo a tema Halloween. Servi spuntini e bevande festive e incoraggia tutti a indossare costumi.

fonte: mammemagazine.it

 

DPCM del 24 ottobre 2020

humanity onlus;

 

 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM 24 ottobre con misure che saranno in vigore fino al 24 novembre 2020

E’ entrato in vigore il DPCM 24 ottobre 2020, che introduce nuove misure restrittive per far fronte all’emergenza Coronavirus, che saranno valide fino al 24 novembre 2020. Il nuovo decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, interviene soprattutto sulle chiusure anticipate di bar e ristoranti, sulla didattica a distanza e raccomanda di limitare al massimo gli spostamenti e assembramenti.

Qui sotto sintetizziamo le misure per punti, invitando comunque alla lettura integrale del documento.

COMPORTAMENTI INDIVIDUALI
→ Obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie e di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui sia garantito, in modo continuativo, il distanziamento da persone non conviventi.
Rimangono esclusi da questi obblighi:
– soggetti che stanno svolgendo attività sportiva
– bambini con meno di 6 anni
– persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, oltre a coloro che per interagire con queste persone versino nelle stesse incompatibilità.
E’ fortemente raccomandato l’uso di mascherine anche all’interno delle case in presenza di persone non conviventi.

→ Obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

→ È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune.

→ I soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5°) devono rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio medico curante.

→ E’ imposto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso.

ORDINANZE DI CHIUSURA
→ Possibile chiusura delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso ad abitazioni e esrcizi commerciali legittimamente aperti.

PARCHI PUBBLICI
→ Consentito l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici nel rigoroso rispetto del divieto di assembramento nonché della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

→ Sospese le attività dei parchi tematici.

→ Consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività.

COMPETIZIONI SPORTIVE
→ Sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato ad eccezione delle competizioni e delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, riguardanti gli sport individuali e di squadra, riconosciuti dal CONI, dal CIP e dalle Federazioni.

IMPIANTI SCIISTICI
→ Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali ed internazionali o lo svolgimento di tali competizioni.

→ Gli impianti sono aperti agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti.

PALESTRE E PISCINE
→ Sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi. L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento.

MANIFESTAZIONI PUBBLICHE
→ Consentito soltanto in forma statica lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche, a condizione che siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento.

SALE GIOCHI, CINEMA, TEATRO, SPETTACOLI, SALE DA BALLO
→ Sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò. Sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto.

→ Sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso.

FESTE, SAGRE E FIERE
→ Vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Vietate le sagre, le fiere e gli altri analoghi eventi.

CONVEGNI
→ Sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza.

CERIMONIE PUBBLICHE
→ Le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e in assenza di pubblico.

PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
→ Le riunioni nell’ambito delle pubbliche amministrazioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni.

→ Nel predisporre le misure necessarie a garantire la progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici e il rientro in sicurezza dei propri, le pubbliche amministrazioni assicurano il rispetto delle prescrizioni vigenti in materia di tutela della salute adottate dalle competenti autorità.

→ Nelle pubbliche amministrazioni è incentivato il lavoro agile con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione, garantendo almeno la percentuale del 50%.

→ Le pubbliche amministrazione dispongono una differenziazione dell’orario di ingresso del personale, fatto salvo il personale sanitario e socio sanitario, nonché quello impegnato in attività connessa all’emergenza o in servizi pubblici essenziali.

LUOGHI DI CULTO
→ Consentito l’accesso ai luoghi di culto con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone e il distanziamento; le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni.

MUSEI
→ Consentito l’accesso ai musei culto con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone e il distanziamento.

SCUOLE
→ L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza.

→ Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari al 75 per cento delle attività, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9,00.

→ E’ promosso lo svolgimento periodico delle riunioni di coordinamento regionale e locale previste nel Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 (cd. “Piano scuola”), adottato con D.M. 26 giugno 2020, n. 39.

→ Sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

UNIVERSITA’
→ Le Università predispongono, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative tenendo conto dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria ed, in ogni caso, nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca.

CONCORSI PUBBLICI
→ Sospeso lo svolgimento delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari o in maniera telematica, ovvero in cui la commissione ritenga di poter procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto.

→ Sono fatte salve le procedure in corso, quelle per le quali esistono specifici protocolli organizzativi validati dal Comitato tecnico scientifico e quelle già bandite che si dotino del suddetto protocollo.

ATTIVITA’ COMMERCIALI
→ Le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

BAR E RISTORANTI
→ Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00.

→ Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi.

→ Dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.

→ E’ consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti

→ E’ sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

SERVIZI ALLA PERSONA
→ Consentite le attività inerenti ai servizi alla persona nel rispetto dei protocolli vigenti, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.

STRUTTURE RICETTIVE
→ Consentite le attività delle strutture ricettive a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida.

Coprifuoco per alcune regioni
Ricordiamo che alcune regioni hanno predisposto anche delle misure più restrittive in merito agli spostamenti: in Lombardia, Piemonte, Lazio e Calabria in serata scatta il “coprifuoco” (in Lombardia e Piemonte alle ore 23.00, in Calabria e Lazio alle ore 24.00), durante il quale è vietato spostarsi fino alle 5 del mattino seguente, a meno che non si abbiano comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o di urgenza e per motivi di salute. In questi casi è necessario dotarsi di autocertificazione da compilare e portare con sé.

Fonte:disabili.com

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volontariato humanity onlus

volontariato humanity onlusIl volontariato in Humanity  è un’opera di grande altruismo verso le fasce più deboli, è un  impegno nella piena consapevolezza che non è un hobby, ma un impegno sociale altrimenti si rischia di agire con superficialità, di arrecare un danno anziché un vantaggio alla nostra Mission. Il volontario deve avere la responsabilità, senso del gruppo e capacità di lavorare con altri senza tentare di prevaricare, costanza, tolleranza e deve sempre riuscire a mantenere la calma e trasmetterla agli eventuali assistiti. Non c’è distinzione tra uomo e donna è aperto a tutti (giovani, anziani, studenti, casalinghe, ecc.).

Il corso è gratuito, ha durata  di circa 40 minuti offre una breve descrizione sulla nostra mission, fornisce consigli sulla collaborazione a distanza, conoscenza del gruppo operativo, dei progetti in corso e di un breve manuale riassuntivo del corso.

Gli argomenti che tratteremo sono:

  •  Inserire efficacemente i volontari nella realtà organizzativa attraverso un primo percorso di orientamento
  • Coinvolgimento costante e  motivazionale.
  • Sviluppare il senso di appartenenza, consolidare la permanenza in Humanity.

Per ulteriori informazioni contattare la nostra segreteria al 371 4500031

Banco Humanity Onlus

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Volontariato; banco opere carità; banco alimentari; Humanity Onlus

Anche oggi, come ogni mese, iniziamo a distribuire alle famiglie meno fortunate una provvista di alimenti di prima necessità. Grazie all’aiuto e al sostegno dei nostri partner, abbiamo offerto a 100 persone un gesto di  solidarietà e di speranza. i nostri volontari ogni giorno creano rete con i commercianti dalla piccola alla grande distribuzione, per ricevere alimenti ancora buoni, da destinare ai nostri assistiti.

La domanda più insistente e urgente della vita è: “Cosa stai facendo per gli altri?”

(Martin Luther King)